Siamo andati a sentire i The National in questo posto bellissimo che è il Vittoriale di D’Annunzio. Del Vittoriale non abbiamo visto nulla ma abbiamo parcheggiato sotto gli ulivi e dietro il palco si vedeva il lago di Garda. Cioè non è che si vedeva proprio, che poi di notte il lago è nero e il cielo pure quindi al massimo si vedono le lucine gialle sull’altra riva ma uno lo sa che c’è e sorride e gli viene da pensare se mi stufo di guardare il concerto allora sposto un po’ lo sguardo e guardo il lago. Il fatto è che non ci si poteva stufate di guardare il concerto. Matt Berninger saltellava e scivolava qui e lì sul palco bagnato, lanciava tutto quello che gli passava per le mani, regalava bicchieri, correva in mezzo alle persone che si passavano il filo del microfono per le mani e nel frattempo cantava. E cantava pure bene, eh.articolo di ValentinaContinua a leggere sul blog…


Siamo andati a sentire i The National in questo posto bellissimo che è il Vittoriale di D’Annunzio. Del Vittoriale non abbiamo visto nulla ma abbiamo parcheggiato sotto gli ulivi e dietro il palco si vedeva il lago di Garda. Cioè non è che si vedeva proprio, che poi di notte il lago è nero e il cielo pure quindi al massimo si vedono le lucine gialle sull’altra riva ma uno lo sa che c’è e sorride e gli viene da pensare se mi stufo di guardare il concerto allora sposto un po’ lo sguardo e guardo il lago. Il fatto è che non ci si poteva stufate di guardare il concerto. Matt Berninger saltellava e scivolava qui e lì sul palco bagnato, lanciava tutto quello che gli passava per le mani, regalava bicchieri, correva in mezzo alle persone che si passavano il filo del microfono per le mani e nel frattempo cantava. E cantava pure bene, eh.

articolo di Valentina

Continua a leggere sul blog…


Immaginatevi una coppia di innamorati: lei sedicenne, frivola, un po’ superficiale, spensierata; lui, appena ventenne, serio, un po’ irruento, ex partigiano. Immaginateli con gli occhi della giovinezza, quell’età acerba e prepotente, in cui l’amore è tenero ma allo steso tempo travolgente, ancora ingenuo, ancora puro.Adesso, immaginate l’Italia del primo dopoguerra: un’Italia povera, semidistrutta, ancora dilaniata da fazioni politiche opposte, ben lontana dal conoscere quel benessere economico che avverrà col boom degli anni ‘60. La favola così cambia un po’, non è vero?È in questo clima di miseria umana e materiale che la storia di <strong>Carlo Cassola</strong> prende vita; un romanzo duro, amaro, ma infinitamente dolce grazie alla sua piccola, grande, eroina: Mara.Oltre il neorealismo, al di là della storicità, <strong><em>La ragazza di Bube</em></strong>, Premio Strega del 1960, è un romanzo che a buon diritto può essere annoverato nella narrativa di genere della letteratura di formazione.Due, infatti, sono le tematiche principali trattate nel romanzo: le vicende e i cambiamenti politici dell’epoca postbellica (affrontati prettamente da una prospettiva di tipo comunista), e lo sviluppo psico-emotivo di Mara, la ragazza di Bube, appunto. È da precisare, però, che la componente politica è più uno sfondo nella storia di Mara; una variabile che intercetta ed accompagna la ragazza durante il suo percorso individuale.articolo di Valentina PieralliContinua a leggere sul blog…


Immaginatevi una coppia di innamorati: lei sedicenne, frivola, un po’ superficiale, spensierata; lui, appena ventenne, serio, un po’ irruento, ex partigiano. Immaginateli con gli occhi della giovinezza, quell’età acerba e prepotente, in cui l’amore è tenero ma allo steso tempo travolgente, ancora ingenuo, ancora puro.

Adesso, immaginate l’Italia del primo dopoguerra: un’Italia povera, semidistrutta, ancora dilaniata da fazioni politiche opposte, ben lontana dal conoscere quel benessere economico che avverrà col boom degli anni ‘60. La favola così cambia un po’, non è vero?
È in questo clima di miseria umana e materiale che la storia di <strong>Carlo Cassola</strong> prende vita; un romanzo duro, amaro, ma infinitamente dolce grazie alla sua piccola, grande, eroina: Mara.
Oltre il neorealismo, al di là della storicità, <strong><em>La ragazza di Bube</em></strong>, Premio Strega del 1960, è un romanzo che a buon diritto può essere annoverato nella narrativa di genere della letteratura di formazione.

Due, infatti, sono le tematiche principali trattate nel romanzo: le vicende e i cambiamenti politici dell’epoca postbellica (affrontati prettamente da una prospettiva di tipo comunista), e lo sviluppo psico-emotivo di Mara, la ragazza di Bube, appunto. È da precisare, però, che la componente politica è più uno sfondo nella storia di Mara; una variabile che intercetta ed accompagna la ragazza durante il suo percorso individuale.

articolo di Valentina Pieralli

Continua a leggere sul blog…


Piuttosto che amore, denaro o fama, datemi la verità. Mi sedetti a una tavola imbandita con cibi ricchi, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancavano la sincerità e la verità; e partii affamato da quel desco inospitale. L’accoglienza era fredda come i gelati. Pensai che non occorreva metterli in ghiaccio per conservarli. Mi parlarono dell’annata del vino e della rinomanza di quella vendemmia; ma io pensavo a un vino più vecchio, più puro e più nuovo, tratto da una vendemmia più splendida che loro non potevano ottenere né potrebbero comprare. Non mi importava nulla dello stile, della casa, delle terre o dell”intrattenimento’. Andai a salutare il re, ma mi fece fare anticamera, e si comportò come se fosse incapace di essere ospitale. Vicino a casa mia c’era un tale che viveva nel cavo di un albero. Avrei fatto meglio ad andare a far visita a lui, poiché le sue maniere erano veramente regali.

—Henry David Thoreau, Walden


Tre giorni sono davvero pochissimi per poter fare un elenco completo di cose da vedere.
Certamente non bisogna perdersi Edimburgo e Inverness, due città molto diverse ma fedeli portatrici dell’anima scozzese. Non solo turismo, negozi e bancarelle, ma anche una buona immersione nella Scozia vera, basta trovare il tempo di perdersi nei viottoli e qualche scusa per parlare con la gente.
A Edimburgo perdetevi nei cimiteri sempre aperti, tenetevi libero un sabato sera per il concerto dei Rantum Scantum a The Scotsman’s Lounge. Anche la parte nuova della città merita una breve visita. Edimburgo ospita il Parlamento più strano che abbia mai visto!
L’area intorno a Edimburgo e tutte le Highland sono luoghi imperdibili, anche se gli appassionati di Storia potrebbero rimanere delusi dal fatto che quasi la totalità dei luoghi di interesse sono accessibili solo a pagamento. In generale vengono tutti raccolti nel circuito turistico “Historic Scotland” e in ognuno di essi è reperibile una mappa che illustra l’ubicazione di tutti gli altri punti d’interesse. Delle località del circuito ho avuto modo di visitare soltanto il castello di Urquhart sul lago di Lochness, un’esperienza bellissima che tuttavia si merita forse meno di 7£.testo e foto di Michael MicciContinua a leggere sul blog e ascolta la playlist…


Tre giorni sono davvero pochissimi per poter fare un elenco completo di cose da vedere. Certamente non bisogna perdersi Edimburgo e Inverness, due città molto diverse ma fedeli portatrici dell’anima scozzese. Non solo turismo, negozi e bancarelle, ma anche una buona immersione nella Scozia vera, basta trovare il tempo di perdersi nei viottoli e qualche scusa per parlare con la gente. A Edimburgo perdetevi nei cimiteri sempre aperti, tenetevi libero un sabato sera per il concerto dei Rantum Scantum a The Scotsman’s Lounge. Anche la parte nuova della città merita una breve visita. Edimburgo ospita il Parlamento più strano che abbia mai visto! L’area intorno a Edimburgo e tutte le Highland sono luoghi imperdibili, anche se gli appassionati di Storia potrebbero rimanere delusi dal fatto che quasi la totalità dei luoghi di interesse sono accessibili solo a pagamento. In generale vengono tutti raccolti nel circuito turistico “Historic Scotland” e in ognuno di essi è reperibile una mappa che illustra l’ubicazione di tutti gli altri punti d’interesse. Delle località del circuito ho avuto modo di visitare soltanto il castello di Urquhart sul lago di Lochness, un’esperienza bellissima che tuttavia si merita forse meno di 7£.

testo e foto di Michael Micci

Continua a leggere sul blog e ascolta la playlist…


A poche settimane di distanza dall’uscita dei singoli Hunger Of The Pine e Left Hand Free, gli Alt-J presentano in anteprima sulla BBC Radio un terzo e nuovo pezzo, Every Other Freckle, che farà anche esso parte del secondo album This Is All Yours, in uscita il 22 Settembre. Dall’esplosione elettronica ed un insolito sample targato Miley Cyrus in Hunger Of The Pine, ed un “non molto Alt-J”- folk-rock anni ’70 di Left Hand Free, si passa ad un brano più in loro stile, strumentalmente parlando, sebbene si percepisca la mancanza del basso di Gwin Sailsbury, che, ricordiamo, ha deciso di lasciare la band. Every Other Freckle si presenta come una fusione di diversi generi, accompagnati da un canto ossessivo e lussurioso alternato a cori e interludi.articolo di Sabrina FragapaneContinua a leggere sul blog e ascolta le canzoni&#8230;


A poche settimane di distanza dall’uscita dei singoli Hunger Of The Pine e Left Hand Free, gli Alt-J presentano in anteprima sulla BBC Radio un terzo e nuovo pezzo, Every Other Freckle, che farà anche esso parte del secondo album This Is All Yours, in uscita il 22 Settembre. Dall’esplosione elettronica ed un insolito sample targato Miley Cyrus in Hunger Of The Pine, ed un “non molto Alt-J”- folk-rock anni ’70 di Left Hand Free, si passa ad un brano più in loro stile, strumentalmente parlando, sebbene si percepisca la mancanza del basso di Gwin Sailsbury, che, ricordiamo, ha deciso di lasciare la band. Every Other Freckle si presenta come una fusione di diversi generi, accompagnati da un canto ossessivo e lussurioso alternato a cori e interludi.

articolo di Sabrina Fragapane

Continua a leggere sul blog e ascolta le canzoni…



Ma qualcuno si è mai accorto della bellezza di Londra di notte? In piena notte, quando i ponti e le stazioni si riposano in silenzio e si sgranchiscono dopo i passi pesanti ed incuranti della città vorace. Alle tre e trenta del mattino c’è solo il Tower Bridge che ti guarda in lontananza e che ti sorveglia il cammino. Non sento altro rumore che quello dei miei passi. Di sicuro c’è qualcuno che sogna, dentro i puntini di luce artificiale che costellano il paesaggio urbano. Io invece ripercorro nel silenzio i pochi giorni trascorsi in Gran Bretagna. Ho messo piede in Scozia, si fa per dire: principalmente ho ritrovato le strade interrotte. Si sono ricongiunte a Edimburgo, nel grigio fumoso di una città antica ma vivace. I Greyfriars e altri cimiteri, gli slanci gotici dei tetti e delle magre vetrate, rilasciano un sentore di decadenza che non fa mai male all’arte. C’è chi sta in un bar a scrivere libri, chi nello stesso bar trascorre la notte a suonare, insieme a un boccale di birra e a un vecchio amico violinista, talmente bravo, spettinato e sfatto da riuscire persino a farsi perdonare di essere inglese. Edimburgo ispira versi e storie di fantasmi, raccontate a voce alta, spesso in una lingua antica e sconosciuta, riesumata solo in questi echi di passato. Sulle sue strade si improvvisa l’arte, anche quella del semplice stare insieme, e si dispensa un po’ di vita. Non importa il risultato, basta esser presenti e far passare la notte.

testo e foto di Michael Micci

Vedi le altre foto e continua a leggere sul blog…


Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.
Forse fra i tanti, fra i milioni c’è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
ch’egli stesso non sappia il suo privilegio.

—Eugenio Montale, Quaderno di quattro anni


Sugli espositori delle librerie fanno bella mostra di sé i lavori dei grafici, le copertine come esche e promesse emozionali architettano un aroma cromatico, un involucro che sopperisca all’imperdonabile monotonia della pagina scritta. Oggi, affossato tra i Murakami, quasi invisibile, Se questo è un uomo offriva a chi l’avesse desiderata la salvezza dell’anima (ma un libro che si legge a scuola attirerà ancora lettori spontanei?).Per qualche motivo devo sempre fermarmi a riprendere in mano i libri che ho già letto e che ho in casa, per avere la conferma della loro presenza nel mondo, in mezzo agli altri; le nuove edizioni mi confortano sul rinnovarsi di vecchie suggestioni - in qualche modo ancora possibili, mentre non mi accorgo di quelle che sono scomparse. Così finisco sempre per recarmi negli stessi punti, come per rendere omaggio ai miei autori, inconsapevole di quali saranno i prossimi. Chissà quali, tra i libri che non ho letto e che affollano la periferia del mio campo visivo, saranno domani i miei nuovi totem.post-it di Riccardo VessaContinua a leggere sul blog…


Sugli espositori delle librerie fanno bella mostra di sé i lavori dei grafici, le copertine come esche e promesse emozionali architettano un aroma cromatico, un involucro che sopperisca all’imperdonabile monotonia della pagina scritta. Oggi, affossato tra i Murakami, quasi invisibile, Se questo è un uomo offriva a chi lavesse desiderata la salvezza dell’anima (ma un libro che si legge a scuola attirerà ancora lettori spontanei?).

Per qualche motivo devo sempre fermarmi a riprendere in mano i libri che ho già letto e che ho in casa, per avere la conferma della loro presenza nel mondo, in mezzo agli altri; le nuove edizioni mi confortano sul rinnovarsi di vecchie suggestioni - in qualche modo ancora possibili, mentre non mi accorgo di quelle che sono scomparse. Così finisco sempre per recarmi negli stessi punti, come per rendere omaggio ai miei autori, inconsapevole di quali saranno i prossimi. Chissà quali, tra i libri che non ho letto e che affollano la periferia del mio campo visivo, saranno domani i miei nuovi totem.

post-it di Riccardo Vessa

Continua a leggere sul blog…


Friedrich Dürrenmatt, scrittore, pittore, saggista tedesco (1921-1990), drammaturgo e, diremmo oggi, “sceneggiatore” per quanto frequentemente le sue opere sono state trasposte in rappresentazioni teatrali e cinematografiche, si occupa in “La promessa. Un requiem per il romanzo giallo” (1958) da cui è stata realizzata la pellicola Accadde in pieno giorno e in seguito, nel  2001, La Promessa, una rivisitazione girata da Sean Penn, con Jack Nicholson, -  di una storia perfettamente realizzata come romanzo giallo, almeno nella sua struttura essenziale, ma parallelamente affronta una questione che avvicina il romanzo piuttosto ad un “meta-giallo” in quanto disamina e scandaglia il genere letterario poliziesco, e ne mostra le “lacune filosofiche” da un punto di vista criticamente innovativo.recensione di Federica CeranoviContinua a leggere sul blog&#8230;


Friedrich Dürrenmatt, scrittore, pittore, saggista tedesco (1921-1990), drammaturgo e, diremmo oggi, “sceneggiatore” per quanto frequentemente le sue opere sono state trasposte in rappresentazioni teatrali e cinematografiche, si occupa in “La promessa. Un requiem per il romanzo giallo” (1958) da cui è stata realizzata la pellicola Accadde in pieno giorno e in seguito, nel  2001, La Promessa, una rivisitazione girata da Sean Penn, con Jack Nicholson, -  di una storia perfettamente realizzata come romanzo giallo, almeno nella sua struttura essenziale, ma parallelamente affronta una questione che avvicina il romanzo piuttosto ad un “meta-giallo” in quanto disamina e scandaglia il genere letterario poliziesco, e ne mostra le “lacune filosofiche” da un punto di vista criticamente innovativo.

recensione di Federica Ceranovi

Continua a leggere sul blog…



Il 5 luglio scorso è stata presentata al Sponge Living Space di Pergola (PU) la quinta edizione di Perfect Number, un progetto che nelle edizioni precedenti ha coinvolto numerosi artisti e curatori, per altrettante stanze e strutture indipendenti, con l’obiettivo – e l’ambizione – di proporre e promuovere, all’interno di un ambiente domestico versatile e adattivo, un dialogo costruttivo ed evolutivo sull’arte dei cosiddetti “artisti emergenti”, con un’attenzione particolare per le molteplici, e più attuali, forme di sperimentazione del linguaggio. nove stanze, dunque, messe a disposizione da Sponge Living Space, una home gallery che si conferma tra le realtà più dinamiche e propositive del panorama contemporaneo, i cui spazi sono stati occupati e reinterpretati da nove artiste che, ispirandosi a suggestioni letterarie, propongono la propria inedita filosofia attraverso lo studio e la costruzione di nove project rooms indipendenti.

articolo di Giulia Tomelleri

Vedi le altre foto e continua a leggere sul blog…